Un commento su I Corsari (2014)

Ormai sono passati più di quattro anni dalla pubblicazione de I Corsari. Allora la sfida, rispettivamente le domande che ci ponevamo erano se ce l’avremmo fatta a girare un lungometraggio nell’arco di neanche un mese nel nostro tempo libero che consisteva in pratica degli orari notturni e uno o due fine settimana.

La risposta era principalmente un sì, ma con la parentesi di tanti di quei compromessi, soprattutto di natura tecnica.

C’è di far notare che non c’era alcun tipo di “crew” sul set. Ho fatto tutto da solo assieme agli attori. Il film è stato girato con un camcorder della categoria “prosumer” con un sensor da 1/3″ e un’ottica fissa. L’attrezzatura non era affatto adeguata a delle riprese notturne con poca luce, ma questo a noi non interessava particolarmente. La sfida principale era quella di portare a casa un lungometraggio con un budget intorno ai 1.000 Euro per il carburante, il pedaggio, le pizze e le birre.

Ci sarebbe anche da dire l’una o l’altra cosa sulla distribuzione (o la non distribuzione) del prodotto finale. Per dire il vero sono un po’ stanco di ripetermi, ma soprattutto per dei ragazzi alle prime armi una nota è importante da fare. Nonostante il livello tecnico basso – che non è affatto un ostacolo per presentare una pellicola ad un festival o per portarlo in sala – il film è stato tanto gradito dal pubblico quanto è stato scartato sia dai festival che dai distributori.

Mi rendo conto che il primo argomento che ci viene lanciato è sempre quello della cosiddetta “qualità” per spiegarci il perché dell’essere completamente ignorati. Fatto è però che questo non spiega ad esempio perché l’Adria Film Festival non ci ha dato alcuna risposta alla nostra domanda nonostante la loro menzione sul sito ufficiale che tutti i produttori/registi avrebbero ricevuto il loro DVD indietro con una corrispettiva spiegazione sulla decisione del comitato in carica. Alla nostra richiesta telefonica ci è stato risposto che gli screenings non fossero ancora terminati … una settimana dopo la pubblicazione ufficiale del programma della rubrica per la quale avevamo presentato il film. Il DVD non ci è mai stato restituito e non siamo mai stati ricontattati, né via posta, né via email, né telefonicamente.

L’unico festival che ci ha ritenuti degni di una lettera standard del tipo “non vi diremo mai il perché, ma il vostro film non ci garba” è stato il Solothurner Filmtage in Svizzera. Dopo quell’evento abbiamo potuto proiettare in una delle sale del festival I Corsari. Di seguito ci hanno chiesto in quattro o cinque persone perché non avrebbero visto questo film durante il festival – visto che si trattava di un prodotto “sopra la media” di ciò che gli era stato presentato, come sostenevano loro.

Ora, vorrei far ben notare che si trattava di persone “non del settore” e che considero il loro giudizio sulla qualità del film relativo. Loro si riferivano al contenuto e alla storia e non al livello tecnico.

Per concludere vorrei anche citare il dottor Tulelli della censura in via Gerusalemme a Roma: “Il film non raggiunge l’obiettivo della sua critica sociale perché è frutto di un atteggiamento cinico nei confronti delle autorità, le persone e gli animali”. – Per rifilarci un VM14.

Questo fatto mi rende anche un po’ orgoglioso. Sarò l’unico cineasta di tutta la storia del cinema che ha mai ricevuto un VM14 per cinismo. Però, a parte questo, vorrei far notare che i adoro gli animali.

Mi sono permesso di annoiarvi con tutto questo per chiarirvi le idee su un fatto specifico: il “successo” dei vostri film non dipende né dal loro livello tecnico (che è comunque una cosa relativa) né dai nomi celebri o non di chi ci ha partecipato. Senza un festival non troverete il distributore e senza il distributore non troverete il produttore e se voleste sprecare due minuti della vostra vita su un paio di siti di quegli eventi in discussione scoprirete subito da dove vengono i soldi – follow the money, insomma: comuni, regioni, banche e assicurazioni. Se non ci dovessero essere elencati questi soliti sospetti, allora si tratterà molto probabilmente di una sala gestita dalla chiesa cattolica.

Perciò … se voleste evitare degli ostacoli nella fase della distribuzione del vostro film, evitate assolutamente di criticare sia “le autorità”, le banche e le assicurazioni. Se questo non vi va, allora tralasciate la chiesa – per avere almeno a disposizione un paio di piccole sale alternative.

Altrimenti fate come faccio io … ve ne sbattete e dite ciò che avete da dire. Il vostro film andrà a finire su vimeo o TuTubo, ma là si trovano anche dei blockbuster che non interessano a nessuno. Perciò, sarete in buona compagnia.

John Saxon ha detto in un’intervista quando si parlava dei suoi interventi nei film europei, in particolare in “La ragazza che sapeva troppo” di Mario Bava: “avevo quarant’anni e me ne fregavo se facevo il protagonista o meno”. Vabbè, io ne ho 45 e me ne frego sia delle idiozie emesse dal dottor Tulelli, sia se qualcuno vuole vedere ciò che ho girato e montato o meno. – Non per arroganza, ma semplicemente per il fatto che non ha alcuna importanza, né per me, né in generale.

Se uno si dedica alla critica del sistema finanziario per poi correre dietro ai soldi proprio con quei suoi prodotti che criticano il sistema finanziario … beh’, quel qualcuno sarebbe o un ipocrita o un mascalzone o un idiota. Io non sono niente di questo. Sono un rompiscatole e basta.