Perché schifo i “social” e perché esiste questo sito

Siamo tutti nati con dei preggi e dei difetti. Personalmente considero il mio pragmatismo un dono, anche se sono in tanti a definirlo un difetto.

Mi hanno convinto tre volte ad aprire un account su Smorfialibro; una volta per poter comunicare con gli altri iscritti di un corso parecchio idiota, una volta per promuovere “I Corsari” e l’ultima volta per pubblicizzare “ELISA”. Ogni volta è andata a finire nello stesso modo; ho chiuso l’account dopo qualche mese per via del fatto che esso era completamente inutile per l’obiettivo principale e che queste piattaforme non fanno per me. Le “discussioni” che vengono svolte sui cosiddetti “social”, – che di sociale hanno ben poco, ovvero proprio niente -, sono in gran parte di bassissimo livello e sembrano di avere l’unico obiettivo dello sfogo personale di gente arrabbiata e parecchio maleducata.

Lo stesso vale per TuTubo, ma il difetto più evidente che hanno è la loro inefficienza che li rende completamente inutili. Nonostante alcuni canali dedicati al cinema e ai film che dispongono di decine di migliaia di followers e visualizzazioni, nell’ambito stesso del cinema indipendente e industriale non si smuove assolutamente niente. A quanto pare gli spettatori di questi canali sono completamente anestetizzati quando si tratterebbe di trarre le conseguenze logiche di ciò che stanno guardando. Gli si può cercare di convincere per anni a guardarsi dei film “vecchi” e a dedicare soltanto un po’ di tempo ad un cinema artistico o culturale che non fa parte del mainstream. L’effetto di questo tentativo è praticamente zero e l’unico senso di questi canali s’imbocca nel versamento mensile di una parte minuscola dell’introito immenso che la Google genera con la pubblicità che ci viene imposta tramite gli stessi canali.

Mi rendo pienamente conto che questo mio blog non viene letto praticamente da nessuno. Ogni tanto mando a qualcuno il link ad un articolo mio per poter dare qualche dritta ad un giovane filmmaker senza che debba scrivere le informazioni in un’email logorroica. Altri “utenti” del mio blog non esisteranno.

Questa circostanza non mi dispiace per niente. L’intenzione del mio sito sconosciuto non è quella di raccogliere più visualizzazioni e commenti possibile. Ne faccio volentieri a meno. Il senso del tempo che investo in questo piccolo progetto ha il solo scopo di esistere per il caso che qualche giovane filmmaker prima o poi lo troverà e potrà approfittare di questi contenuti senza che gli venga sbattuto in faccia un banner dopo l’altro che non provocherebbero altro che una legittima diffidenza a riguardo del mio intento.

Un altro aspetto è quello della ricerca in sé. Per chi “internet” consiste di TuTubo, Smorfialibro, Instagram e Twitter non mi troverà. Ed è giusto che sia così. Chi invece si dà da fare e dedica un po’ di tempo alla sua ricerca, – e se essa dovesse riguardare delle informazioni su come realizzare un film indipendente -, ci troverà ciò di cui ha bisogno. Io invece non ho alcun bisogno di “i likes” o di “followers”. Mi farebbe piacere se un bel giorno qualcuno mi dirà che sarebbe riuscito a girare un suo film perché ha seguito un paio di consigli miei. Questo varrebbe di più di 100.000 “i likes” e di milioni di “followers” che, tranne di inseguirci, sono privi di senso.

Visto che i canali con più successo raggiungono tranquillamente oltre 100.000 visualizzazioni nell’arco di una sola settimana, senza che nasca soltanto un solo progetto concreto, rende questi “social”, per me, completamente inutili.

Certo, così com’è, anche il mio blog è inutile. Ma almeno nessuno mi potrà far rimproverare che io faccia ciò che faccio e scriva ciò che scrivo per raccogliere a fine mese le bricciole del guadagno che avrei procurato alla Google.

Non vorrei essere frainteso. Non sto affatto criticando coloro che lo fanno. Sto parlando per me stesso e basta. Se nei prossimi anni un unico filmmaker dovesse trovare qualcosa di utile in ciò che pubblico e si metterà a girare il suo primo lungometraggio, questo blog sarà stato cento volte più efficiente e utile di qualsiasi canale TuTubo o profilo Smorfialibro con centinaia di migliaia di iscritti e di visualizzazioni.

Se non dovesse capitare … be’, pazienza. Non mi potrete contestare però che io non ci abbia tentato. E con un sito mio “all’antica” questo lo posso fare in tutta serenità e tranquillità, senza dovermi esporre all’isteria e la maleducazione di persone per cui i “social” sembra che servino soltanto a soddisfare la loro esigenza di un supporto psicologico professionale.

Tutti qui. Non di più – ma neanche di meno.

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